Con queste proposte Fiab – Coordinamento Lombardia, Genitori Anti Smog, Italia Nostra, Legambiente, VAS – Verdi Ambiente e Società, WWF esprimono la loro visione della Milano che nascerà in vista dell’Expo 2015 e le strade da seguire per una Lombardia meno inquinata:
- Proroga Ecopass.
La proroga tale quale del provvedimento Ecopass contraddice platealmente la sentenza del Tribunale Amministrativo regionale del 22 luglio 2009. In quella sentenza, che dava ragione al Comune contro il ricorso presentato dalle associazioni firmatarie giustificando la decisione con la natura provvisoria del sistema in vigore, si indicava espressamente “l’onere dell’Amministrazione, alla scadenza dell’anno in questione, di valutare ex novo la situazione alla luce dei risultati del sistema Ecopass del 2009 e della diffusione sul mercato dei filtri retrofit, oltre che dell’eventuale commercializzazione dei veicoli diesel di nuova generazione meno inquinanti di quelli euro 4”. A nostro parere è difficile sostenere che i risultati della misura Ecopass siano stati nel 2009 sufficienti a liberarci dall’inquinamento, così come è evidente che molti nuovi motori diesel sono stati venduti con in dotazione efficaci filtri antiparticolato. È quindi del tutto evidente che il Comune di Milano non si è assunto il necessario “onere a valutare ex novo la situazione”. Per questa ragione abbiamo chiesto ai legali di ricorrere contro la Delibera Comunale. - Corsie preferenziali.
Il vicesindaco De Corato si propone di cassare o rivedere le proposte di corsie preferenziali per i mezzi pubblici già studiate e programmate dai tecnici dell’Atm e del Comune e decise dal suo predecessore Croci. Ricordiamo al Vice Sindaco che è tenuto a fare il proprio dovere di amministratore favorendo, con il minor costo possibile per il Comune, la velocità commerciale del mezzo pubblico e l’affidabilità del servizio dell’Atm. Il Vice Sindaco rema contro Milano e i milanesi che per circa la metà dei propri spostamenti usano i mezzi pubblici per favorire una minoranza che ancora va in macchina? - Tunnel autostradale.
L’assurdo “ponte di Messina” in versione meneghina! Una autostrada che, raccordandosi con le autostrade d’afflusso a Milano, dovrebbe attraversare la città da Linate alla Fiera, raggiungendo il centro di Milano con tante belle uscite che coincidono fedelmente con la linea del Passante Ferroviario (Venezia, Repubblica, Lancetti, Bovisa). Un’opera che è in palese conflitto con la decisione alla base del nuovo PGT, che afferma di voler densificare la città a ridosso delle linee di trasporto pubblico: ma chi vorrà vivere in questa città ‘densa’, certo servita dal trasporto pubblico, ma anche intrappolata prima da un decennio di cantieri e poi dal traffico di sette svincoli autostradali e dai ‘camini’ che dovranno portare in superficie l’aria inquinata del tunnel?
Quest’opera faraonica non ha niente a che fare con le promesse elettorali del Sindaco Moratti che annunciava di ridurre di 300 mila le auto in circolazione tutti i giorni a Milano, né con la promessa fatta solennemente al BIE che all’Expo 2015 non ci si sarebbe arrivati in macchina. Non cura i mali di una città le cui strade accolgono 63 auto ogni 100 abitanti, contro le 45 di Parigi, le 32 di Madrid, le 27 di Copenaghen e le 20 di New York.
L’Assessore Simini si dovrebbe occupare di opere pubbliche e non di società private che debbono dimostrare appalti in concessione per valorizzare la propria azienda. Come è possibile che a Bruxelles il sindaco di Milano si impegni a ridurre il traffico privato e le emissioni di CO2 (del 20% subito e molto di più in futuro) e allo stesso tempo programmi un’opera autostradale che per ripagarsi ha bisogno di incassare pedaggi per 60 anni?
Una domanda al Sindaco: Chi pagherà la necessaria infrastrutturazione delle vie di superficie per impedire il traffico di attraversamento e imporre agli automobilisti di prendere l’autostrada a pagamento? Perché, invece, non si chiede a Regione e Trenitalia di intensificare i treni sulla stessa linea del ferroviaria con una frequenza superiore all’attuale (un treno ogni mezz’ora!). - Mobilità ciclistica.
Nei piani del Comune riemerge in modo preoccupante l’assenza di strategia per raggiungere gli obiettivi della Carta di Bruxelles sulla ciclabilità, anche questa siglata da Milano come il Patto dei sindaci per la riduzione dei gas serra: il PGT afferma che al 2030 gli spostamenti rappresenteranno solo una percentuale compresa tra il 2,7 e il 8,3% degli spostamenti totali contro il 15% della Carta di Bruxelles al 2020 e peraltro non dà indicazione precisa degli interventi da mettere in atto per il raggiungimento di questo, ancorché modesto, risultato.
Proposte e impegni per una Lombardia meno inquinata.
Milano e la Lombardia sono chiamate, nel breve arco di pochi anni, a ridurre drasticamente le loro emissioni inquinanti nell’aria per quattro fondamentali ragioni:
- Dobbiamo migliorare la salute pubblica, la speranza e anche la qualità della vita di tutti gli abitanti, almeno al pari delle altre regioni d’Europa.
- Entro il 2011 i giorni di superamento delle concentrazioni di particolato sottile e di biossido d’azoto debbono rientrare nei massimi consentiti, pena l’erogazione di una pesante sanzione europea (al danno dell’inquinamento, la beffa della multa da pagare con le nostre tasse!).
- Dobbiamo sentirci impegnati nella riduzione dei gas climalteranti dagli impegni nazionali, europei e internazionali sempre più stringenti (al 2020, 20% di riduzione Europea, che potrebbe essere elevato al 30% di riduzione nel caso di successo dei nuovi accordi globali).
- Siamo convinti che l’unico modo per garantire un futuro economicamente sostenibile alle nostre famiglie, al nostro territorio, all’agricoltura (l’inquinamento riduce le produzioni!) e alle nostre industrie stia nella Green Economy e nelle tecnologie a basse o nulle emissioni. Strade vecchie non ci faranno uscire dalla crisi.
- Considerare tutta la Regione – e in prospettiva tutta la Pianura Padana – area soggetta a forti limitazioni delle emissioni inquinanti (Low Emission Zone), e quindi estendere immediatamente alcune delle norme riguardanti esclusivamente le aree critiche, a cominciare dal divieto assoluto di circolazione dei veicoli euro 0, senza eccezione alcuna.
- Ridurre la velocità, a 80 Km/ora sulle strade e 90 Km/ora sulle autostrade, in tutti i giorni di superamento dei limiti di qualità dell’aria (ozono estivo incluso) come già accade in tutte le nazioni europee confinanti.
- Applicare integralmente, senza deroghe alcuna, delle misure già decise dalla Giunta Regionale: anche la prenotazione dei bonus per la predisposizione di filtri non deve superare i 30 giorni e non deve essere rinnovabile. I controlli da parte della Polizia Locale devono essere diffusi e facilitati dall’applicazione obbligatoria di vetrofanie che identifichino la classe del veicolo.
- Sollecitare la redazione di un Piano Nazionale da parte del Governo e del Ministero dell’Ambiente sino ad oggi assente.
- Promuovere e dare avvio ad un nuovo Action Plan per la mobilità sostenibile che, in coerenza con le recentissime (30 settembre 2009) linee guida europee, preveda: migliore progettazione delle reti di trasporto pubblico e loro implementazione; intermodalità per passeggeri e merci; potenziamento dell’offerta di mezzi sostenibili e della mobilità ciclistica; diritti dei passeggeri e miglioramento dell’informazione e dell’accesso al trasporto pubblico e sostenibile. La Commissione prevede inoltre l’accesso a finanziamenti e allo scambio di esperienze, opportunità che la Regione Lombardia deve cogliere appieno.
- Prestare attenzione alla necessaria coerenza ed integrazione con altre importanti politiche regionali, quali quelle relative alle emissioni civili e industriali e quelle dell’atteso Piano Regionale della Mobilità e dei Trasporti. Non ha senso infatti promuovere una pianificazione territoriale che riduca la domanda di trasporto, lo sviluppo del mezzo pubblico, l’integrazione modale dei passeggeri e delle merci e contemporaneamente privilegiare scelte opposte come la costruzione di nuove autostrade, l’aumento della dispersione urbana, la costruzione di centri logistici per soli camion.
- Potenziare la rete di rilevamento degli inquinanti e migliorarne il controllo e la verifica pubblica dei risultati, unificando metodi e forme di gestione per tutta la Pianura Padana.
- Dare vita a partire dal 1 gennaio 2010 a vere aree di Congestion Charge, superando la sperimentazione dell’Ecopass, secondo i seguenti principi guida: paghino tutti i veicoli almeno quanto il mezzo pubblico (1 euro entrare + 1 euro uscire); tariffe maggiorate in funzione dell’inquinamento prodotto (anche decine di euro al giorno, come a Londra); nessuna deroga (nemmeno per i diesel euro 4 o i veicoli commerciali); estensione graduale a tutte le città delle aree a pedaggio; impiego totale e preventivo dei proventi nel trasporto pubblico e per la mobilità pedonale e ciclistica.
Perché non fare dell’Ecopass di Milano il banco di prova di nuovi strumenti tariffari locali, o “tasse di scopo”, che penalizzino comportamenti dannosi e trasferiscano davvero tutte le risorse generate verso servizi ai cittadini? Con strumenti di verifica seria e pubblica? Non deve essere questo il vero federalismo fiscale? - Assicurare nuovi investimenti per il trasporto pubblico locale, la sua integrazione tariffaria e, soprattutto, funzionale.
- Istituire vaste aree a 30 Km/ora, cominciando attorno ai plessi scolastici e agli ospedali.
- Rafforzare i controlli e inasprire le sanzioni per tutte le violazioni del codice della strada e per tutte le emissioni inquinanti fisse e mobili.
- Varare immediatamente i progetti da tempo giacenti in molti comuni riguardanti interventi a basso costo a sostegno delle mobilità sostenibile: dalle corsie preferenziali ai percorsi ciclabili misti, dall’estensione delle isole pedonali ai parcheggi a pagamento, ai servizi di trasporto pubblico a chiamata.
- Migliorare gli accessi e la mobilità, in particolare per i soggetti deboli: anziani, bambini, disabili.
- Rimuovere gli ostacoli burocratici e facilitare gli investimenti di risparmio energetico e l’applicazione di pannelli solari e altre tecnologie pulite e rinnovabili: oggi è più facile comprare e circolare con un SUV che dotarsi di un collettore solare per farsi la doccia!
Per queste ragioni, alla luce della Decisione della Commissione Europea del 28 settembre scorso che riapre la procedura di infrazione nei confronti dell’Italia per il superamento dei limiti della qualità dell’aria, rilevando l’insufficienza dei piani proposti per la Regione Lombardia, le associazioni firmatarie richiedono di:
Le associazioni firmatarie richiedono inoltre uno sforzo straordinario alle Amministrazioni Provinciali e Comunali della nostra regione, in particolare al Comune di Milano, per:
Le nostre associazioni, con notevole impegno di volontari e di risorse economiche (relativamente alle disponibilità), si adopereranno ancor più di oggi a promuovere la sensibilizzazione e lo sviluppo dal basso di scelte e di comportamenti coerenti di mobilità, di vita urbana, di consumi e di stili di vita sostenibili e sono pienamente disponibili ad un impegno coordinato con le autorità pubbliche e con gli altri soggetti sociali.
Fiab – Coordinamento Lombardia
Genitori Anti Smog
Italia Nostra
Legambiente
VAS – Verdi Ambiente e Società
WWF



